“La conoscenza spaziale può servire a una varietà di fini scientifici, come uno strumento utile, un aiuto al pensiero, un modo per raccogliere informazioni, un modo per formulare problemi o il mezzo stesso per risolvere il problema.”  H. Gardner

Gardner conferisce grande importanza all’ intelligenza spaziale, tanto da definirla “una risorsa inestimabile nella nostra società”, riconoscendole un ruolo essenziale nel progresso scientifico.

Le capacità spaziali possono essere impiegate in diversi ambiti: per orientarsi in differenti situazioni; per riconoscere oggetti e scene; nella realizzazione e nell’ utilizzo di rappresentazioni grafiche bidimensionali o tridimensionali di aspetti del mondo reale, anche in connessione con simboli come carte geografiche, diagrammi o figure geometriche. L’intelligenza spaziale è implicata anche nel riconoscere le varie linee di forza presenti in una rappresentazione visiva, come percezione della tensione, dell’equilibrio e della composizione che caratterizzano un’opera d’arte. “L’abilità metaforica” che permette di avvertire la somiglianza che può intercorrere tra due ambiti di esperienza differenti fra loro è considerata connessa all’ intelligenza spaziale.

Gardner individua nel gioco degli scacchi un’area per illustrare la centralità dell’intelligenza spaziale, l’abilità di prevedere mosse e le loro conseguenze sembra infatti strettamente connessa alla capacità di produrre immagini visive.

Dal punto di vista neuropsicologico, diversi filoni di ricerca dimostrano come l’emisfero cerebrale destro, in particolar modo le sue porzioni posteriori, sia il sito deputato all’elaborazione spaziale, lesioni a questa regione provocano il fenomeno del negletto laterale a causa del quale gli individui prestano poca attenzione alla metà sinistra dello spazio circostante, fino ad ignorarla completamente.

Avere un’intelligenza spaziale fortemente sviluppata significa possedere spiccate capacità di:

  • Percepire il mondo visivo con precisione;
  • Modificare le proprie percezioni iniziali;
  • Ricreare aspetti della propria esperienza visiva anche in assenza di stimoli fisici rilevanti.
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